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Amt, via libera all’esodo volontario: circa 200 lavoratori verso l’uscita anticipata

L’accordo tra azienda e sindacati chiude la procedura di mobilità e definisce il percorso per chi maturerà i requisiti pensionistici entro il 2028. Le prime cessazioni sono previste dal primo luglio 2026

Si sblocca il confronto sul personale dell’Amt. Dopo la trattativa con le organizzazioni sindacali è stato raggiunto l’accordo sui prepensionamenti volontari, finanziati attraverso il cosiddetto fondino regionale, con l’obiettivo di accompagnare all’uscita i lavoratori più vicini alla pensione e chiudere la procedura di mobilità.

La platea interessata dovrebbe essere di circa 200 persone. Il primo perimetro dell’intesa riguarda i dipendenti che matureranno il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2028, ma le parti hanno già previsto un nuovo passaggio di confronto per valutare l’estensione della misura anche a chi raggiungerà i requisiti entro la fine del 2029. Le prime uscite potranno partire dal primo luglio 2026.

A dare notizia dell’intesa sono state le sigle sindacali del trasporto. Il percorso sarà esclusivamente volontario e riguarderà diverse situazioni previdenziali: chi arriva alla pensione di vecchiaia, chi raggiunge la pensione anticipata attraverso gli anni di contribuzione previsti e il personale viaggiante che rientra nella specifica disciplina di settore.

Il punto centrale dell’accordo è la copertura economica del periodo che separa l’uscita dall’azienda dall’effettivo accesso alla pensione. I lavoratori che aderiranno riceveranno una somma calcolata sulla differenza tra l’importo mensile della Nuova assicurazione sociale per l’impiego e il trattamento pensionistico comunicato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale al 31 dicembre 2025. Questa integrazione sarà riconosciuta per tutti i mesi necessari fino alla decorrenza della pensione.

Alla cifra principale saranno aggiunte alcune maggiorazioni: il 3% lordo legato alla rivalutazione del valore netto della pensione, 100 euro lordi mensili riparametrati collegati al contratto collettivo nazionale 2024-2026 e 150 euro netti una tantum per l’apertura della procedura di Nuova assicurazione sociale per l’impiego.

L’intesa definisce anche i tempi dei pagamenti. L’incentivo all’esodo dovrà essere corrisposto entro 30 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il trattamento di fine rapporto sarà invece liquidato in due momenti: metà entro 60 giorni dall’uscita e il saldo nei successivi 180 giorni. La parte eventualmente pagata oltre i 90 giorni sarà maggiorata del 3%.

Nel testo è stata inserita anche una tutela per i lavoratori in caso di errore nel calcolo dei requisiti pensionistici. Se dovesse emergere che il dipendente non aveva ancora maturato le condizioni necessarie per accedere al percorso, scatterà il reintegro in azienda. In ogni caso, l’accordo prevede la garanzia del contributo economico fino al perfezionamento del requisito.

La firma chiude una fase delicata della vertenza e apre ora quella applicativa, con la raccolta delle adesioni e la programmazione delle uscite. Per l’azienda il percorso avrà effetti sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione degli organici nei prossimi anni; per i dipendenti interessati rappresenta invece una possibilità di uscita anticipata accompagnata da garanzie economiche e da una clausola di salvaguardia.


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